Dialogo sopra i massimi sistemi 

S1mplicio.us alla fermata del bus vestito in gessato masticava le patatine con una mano in tasca a cercare un mazzo di chiavi che non saltava più fuori.

Distratto a destra a sbirciare in un glorioso décolleté meditava ancora sulla sera precedente. Tutta quella gente mai vista prima,

la festa era andata assai meglio del previsto, un sacco di gente s'era probabilmente imbucata. Tuttavia intere casse di acqua minerale

erano misteriosamente avanzate, sopravvissute all'orda distruttrice, come alla deriva sui flutti di un mattino fluido.

Che cosa sarebbe stato andandosene per un'aria di vetro, se voltandosi tutto quel traffico fosse sparito ?

Che cosa sarebbe stato se si potesse fare a meno della sveglia, al mattino. E se si potesse fare a meno del lavoro,

di quella usurante routine che turba i sonni la domenica sera, facendo sì che compaiano misteriosi mal di testa

che precludono orizzonti. Il telefono squilla, vibra, fa rumore insomma. da una tasca S1mplicio.us lo estrae tirandolo per un'estremità, ed ecco che spuntano come

per magia (nera) le chiavi: un fragore come di vetri infranti cadendo a terra: un disastro, troppe chiavi, per aprire cosa poi ? Al telefono è LUI, non

bada - si china a terra per raccogliere le chiavi - non bada al ahem

-- Pronto, si  ? Con chi parlo ? -

Dall'altra parte una voce chiara, forte che scandisce parole poco chiare

-- Come dice ?  Ah, si... è quello che mi aspettavo.

Non bada al panorama e fa lentamente per sollevarsi da terra con le chiavi in una mano, il cellulare nell'altra.

"Al diavolo 'ste patatine untuose, non ho abbastanza mani"

-- Certo, sto conducendo l'attività di scouting per la... il si, si seguirà al più breve l'assessment, ... come ?

La giovane donna alla fermata dell'autobus perplessa, finge per un attimo di non conoscere gli effetti della prospettiva

-- Naturalmente seguirà un documento dettagliato che riporti una dettagliatissima fit analysis che vi lascerà soddisfatti, non ne dubito.

E' molto piacente, difficile ignorarla, il mazzo di chiavi è ancorato a terra, pesantissimo, non viene via, il mondo è una

girandola di sensazioni, non ha nulla a che vedere con i pensieri, i pensieri sono solo una formalizzazione stupida,

le parole un ineffabile quadro impressionista intorno ad uno spaziotempo ripieno di iperstringhe, analiticamente...

-- Ceeeerto... seguirà una seria gap analysis , avrà un bel documento con tutto quel che manca.  

Sarà utilissimo sapere tutto quel che manca.  E' utilissimo sapere tutto quel che manca per ...

"Devo conoscerla a tutti i costi, capire se adesso mi odia o"

-- Ma che domande, per non farlo mancare !

La mente non è seriale, ha un alto graaado di paralleliiismo.

--  Per non farlo mancare. Certo, certo.

"ma la roadmap è lunga"

-- La roadmap ? Non so, le ripeto, per stabilirla  andiamo  a fare questa analisi attenta, definiamo delle linee guida,

da queste guidelines con un paio di brainstorming ne traiamo il materiale... insomma sì, la roba da appiccicare nel documento finale.

"Mi scusi, non era mia intenzio..."

-- Certo, certo, una volta definiti i deliverables, tutta questa ro... gli item insomma, li facciamo deployare e aspettiamo che esauriscano

il basket delle anomalie. Assolutamente. Un' analisi a trecentosessantacinque gradi. E se non ci sono ? Be', meglio no ?

Lo scriviamo nel documento, certo. Tracciamo tutto. Anche se è una stro... no, no, è importantissimo, capisco.

Passiamo la palla... Deleghiamo, gestiamo la governance , supervisioniamo. Certo, attualmente non vediamo un... Ma supervisioniamo, regolare.

Affermativo, traccio tutto, metto in copia. A chi di dovere.

    Effettivamente la donna stava considerando che con quella angolazione la sua gonna poteva risultare discretamente

provocante, per cui se non si fosse chiarita in un qualche modo la vicenda, si sarebbe probabilmente dovuto aprire uno spiacevole

incidente diplomatico con eventuale interessamento delle nocche.

 "Non era mia intenzione, sono costernato."

    Incidente diplomatico rientrato.

    E il tipo non era neanche troppo male, in definitiva, salvo...

"Certo che non devo avere la faccia troppo dispiaciuta, mi diceva nonsochi che l'occhio da pesce lesso si riconosce a miglia di distanza.

E chissà poi perchè miglia, non so neanche a quanto corrisponde un miglio, magari non fa neanche un chilometro."

    Salvo quegli occhi da pesce lesso, decisamente poco convincenti. Ma non so, un'avventura ...

 

"Maledetti americani, pure le once fluide."

Nel frattempo un'auto di passaggio, con a bordo tre imbecilli che cantavano a squarciagola un vecchio pezzo degli Elettrojoyce che fa così:

lui balla e non la guarda
lei balla e non lo vede
ma quando i due si sfiorano
il pavimento ceedeeee

"E la Cola a galloni, è quella che gli sballa il metabolismo,  poi finisce che buttano tutto sul lavoro "

 -- Assolutamente. al più presto, si. Affermativo. Arrivederci si. Di nuovo, si, positivamente, li freghiamo. A chi di dovere, di nuovo.

Oooh. Sollievo, telefonata finita. Finalmente.

-- R U ammerican ? Spiic inglisc ? Fai la modella ? Non creeedo ?

Attimi di silenzio imbarazzato.

-- Scherzavo, ciao. Mi spiace... è una giornata fantastica, non si può guastarsela in recriminazioni. E' un peccato rovinarsi la vita,

lo diceva anche ... quello, Soren. No, quell'altro. Be', si Schopenauer diceva di godersi la giornata, le giornate, insomma...tutto.

    Il sole di un sorriso si dischiuse sul volto della donna. Un sorriso vero.

-- Quello del capitano, che insomma si, Whitman, non c'entra in realtà con quelli che gli salgono sulla scrivania, ma parlava dei ciuffi d'erba, o dei mazzi di fiori...

    Un sorriso fantastico, da innamorarsi, e la prima cosa che disse fu:

-- Sei un imbecille, ma simpatico.

-- carpediem non so se tutto attaccato, pare un'imprecazione; ma insomma, la vita oggi è bella, tutti a tirare la carretta ma è bella.

-- Orazio ?

-- No, no, che Orazio, il mio nome è S..

Il cellulare torna a squillare. IMPERIOSO. Impietoso. Un manto nero scende sull'umore del momento. Fa buio all'istante, tornano alla mente tutti i

pensieri più spiacevoli. Il dentista, l'elettrauto, le tasse, gli amici ortodossi che celebrano ricorrenze eterodosse, il gas aperto, le camicie da stirare,

il digital divide, il Voodoo, la condensa in bagno, la fame nel mondo, il riscaldamento globale,  Il telefono.

-- Il telefono NO, basta.

 

Attimi di silenzio scocciato e poi:

-- Pronto, si...  Non sapevo che fossi tu

-- Ma ciao bella topona ! Come stai ?

Usò proprio (sic) quel termine. Non voleva, gli era scappato. All'accademia della Crusca non lo avevano avvisato, o forse si era distratto proprio quando ne parlavano.

Ora chissà perchè, era rimasto da solo ad aspettare quel mezzo che non passava più.

O magari era passato mentre lui pensava.

Alzò lo sguardo e lei non c'era più. Quella ricchezza di mondi che aveva tempestato il suo sentire in un istante si era dissolta nel nulla.

-- S3r3na dimmi... hai una voce strana. Come ? Hai dormito nel parco ... Accidenti che paura! E poi ? No...

ma dimmi tu. Davvero hai pensato ... ? Sai che devi fare adesso ? Mi raggiungi qua alla fermata,  ti lascio le chiavi

così vai a riposarti, stai un po' da me. Si, dai, vieni qua che ti aspetto.